V I D E O

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PRESENTATION

IT

Anouk è un’azione teatrale creata per condividere l’esperienza ed il valore dell’amicizia tra bambini che provengono da aree geografiche e culture diverse. Sulla scena due personaggi cercano di scoprire la propria identità attraverso un gioco fisico ma soprattutto ponendosi delle domande profonde. Anouk è una bambina arrivata dalla Groenlandia e come sempre all’inizio si trova smarrita e a disagio fuori dal suo ambiente. A scuola entra in contatto con la sua compagna di banco Valentina, con lei sviluppa una relazione che si fa via, via più intima e le loro due visioni del mondo confluiscono in azioni teatrali e giochi che coinvolgono tutto il pubblico. Anouk racconta di come vivono i bambini inuit in Groenlandia, Valentina, invece la aiuta ad ambientarsi in una città. Anouk però è una bambina speciale, essendo nata in un piccolo villaggio isolato ha sviluppato delle sensibilità che la rendono diversa, capace di vivere lo spazio e il tempo con un approccio “sensoriale”. L’incontro tra le due bambine produce un confronto tra due culture e due modi diversi di guardare la natura.

Lo spettacolo adotta un sistema di comunicazione basato sulla tecnologia “silent disco”, ogni bambino ascolta i testi e le musiche attraverso una cuffia creando così una immersività fisica prodotta dalla qualità stereo dei suoni.

EN

Anouk is a theatrical action created to share the experience and value of friendship between children who come from different geographical areas and cultures. On the stage, two characters try to discover their identity through a physical game but above all by asking themselves profound questions. Anouk is a little girl who arrived from Greenland and, as always, at first she finds herself lost and uncomfortable outside her environment. At school she comes in touch with her classmate Valentina, with her she develops a relationship that becomes more intimate and their two visions of the world converge in theatrical actions and games that involve the whole audience. Anouk spokes about Inuit way of living in Greenland, Valentina, on the other hand, helps her to settle in a city. Anouk, however, is a special child, having been born in a small isolated village, has developed sensibilities that make her different. She’s able of experiencing space and time with a “sensorial” approach. The encounter between the two girls produces a comparison between two cultures and two different ways of looking at nature.

The show adopts a communication system based on "silent disco" technology, each child listens to the lyrics and music through stereo headset, thus creating a physical immersion produced by the quality of sounds.

NOTES

IT

Lo spettacolo può essere rappresentato, in teatro, in un’aula scolastica oppure all’aperto in un giardino ed è rivolto ad un gruppo di massimo 30 spettatori a partire da 5 anni.
  Esigenze tecniche: spazio libero di 6x7 e 3 kw di carico elettrico.

EN

The show can be represented in the theater, in a school classroom or outdoors in a garden and is aimed at a group of up to 30 spectators from 5 years of age.
  Technical requirements: free space of 6x7 and 3 kw of electrical power.

SYNOPSIS

IT

una bambina speciale...
Oggi è arrivata a scuola una bambina straniera si chiama Anouk, viene dalla Groenlandia, è una bambina inuit e si è seduta accanto a me. La maestra ha fatto un disegno per far vedere dove si trova la Groenlandia rispetto all’Italia. E’ a nord, molto, molto, lontano. Fa freddo lì. Se guardo Anouk mi sembra di vedere la neve e il cielo polare. Ha la pelle bianchissima, gli occhi azzurri, chiari, sono così belli… e poi quando mi guarda, sorride sempre.

Anouk, dimmi qualcosa sul tuo villaggio...
In Groenlandia i villaggi sono piccoli, vicini al mare e tutti sanno pescare. Le case sono colorate, blu, gialle, rosse, azzurre, se vuoi andare a trovare qualcuno basta bussare. Le porte sono sempre aperte... anche perché se arriva una tempesta di vento, puoi ripararti nella casa più vicina a qualsiasi ora.

Anouk per te cosa è felicità? ...
Ma… non so, dipende... Gudrun dice che la felicità è come un orologio. Tu puoi dire “adesso sono felice” ma appena hai finito di dirlo l’adesso di prima è già passato e la felicità non c’è più.

L'aurora boreale...
Nel mio villaggio se ti perdi in mezzo alla neve tutto può succedere, noi diciamo...antilookhh lukaliiiik...

Anouk mi racconti la storia dell’orso bianco
Tanti anni fa nel mio villaggio tutti gli uomini erano usciti con le slitte per andare a caccia, le donne e i bambini erano rimasti a casa. All’improvviso arrivò nel villaggio un grande Orso Bianco affamato. Tutte le mamme e i bambini si rifugiarono in casa, terrorizzati. Aspettarono per un po’ ma l’Orso non se ne andava. Gli uomini non sarebbero tornati prima di due o tre giorni. Non sapevano proprio cosa fare. All’improvviso una bambina corse fuori e prima che la mamma se ne accorgesse era già davanti a lui, poi gli salì in braccio e si mise a parlargli in un orecchio… Non si sa come, ma proprio in quel momento l’Orso abbracciò la bambina e decise di andarsene.

L’amicizia...
Anouk, sai una cosa? Non ho mai pensato di andare Groenlandia, ma adesso mi hai incuriosita. Mi piacerebbe venire a trovarti nel tuo villaggio, che cosa potremmo fare di divertente?
possiamo fare un gioco che facciamo sempre noi inuit, si chiama “ordalìk ordalùk” e vuol dire “sulla slitta dobbiamo essere sempre in due”

EN

A special child...
Today a foreign girl has arrived at school. Her name is Anouk. She comes from Greenland. She is an Inuit child and took a seat next to me. The teacher made a drawing to show us where Greenland was. It is in the North, very very far away. There, it is cold. If I look at Anouk, it seems to me that I am able to see the snow and the northern sky. Her skin is very white, her eyes are clear blue, beautiful. And when she looks at me, she always smiles.

Anouk, tell me something of your village...
In Greenland villages are very small, by the sea and everybody can fish. Houses are coloured, blue, yellow, red, light blue and if you want to visit someone, you just need to knock. Doors are always open. If a wind storm arrives, you can find a shelter at every house, at every hour.

Anouk, what is happiness for you?...
Well, I do not know. It depends, Gudrun says that happiness is like a clock. You can say: ’Now I am happy’ but as soon as you have finished saying it the ‘now’ of before has just gone, and happiness has too.

Northern Lights...
In my village, if you get lost in the snow, everything can happen, we say ...antilookhh lukaliiiik...

Anouk, tell me the ‘white bear story’...
Many years ago, the men of the village had gone hunting with their sledges, while the women and children had stayed home. Suddenly, a great hungry white bear arrived. All the women and children rushed inside their houses, scared. They were waiting but the bear wouldn’t go. The men wouldn’t be back before two, three days. The people at the village really didn’t know what to do. Suddenly a child went out and before the mum realised it, she was already in front of him, then she went up to him and whispered things in his ear. We do not know why but precisely in that moment the bear hugged the child and decided to go away.

Friendship...
Anouk, do you know? I have never thought of going to Greenland but now you have made me curious. I would like to visit you in your village. What fun things could we do? We could play a game that we Inuit children always do. It is called “ordalìk ordalùk”and it means ‘on the sledge there must always be two of us’.

CREDITS

compagnia TPO
In coproduction with
Teatro Metastasio di Prato
  • artistic direction Francesco Gandi, Davide Venturini
  • with Běla Dobiášová, Valentina Consoli
  • choreography Anna Balducci
  • music and engineering Federica Camiciola, Francesco Fanciullacci
  • costumes and props Livia Cortesi
  • collaboration on the concept Luca Farulli
  • organization Chiara Saponari