PRESENTATION

ORECCHIO CURIOSO

Il 2020 è stato designato dall'UNESCO anno internazionale del suono e lo spettacolo/atelier “orecchio curioso” vuole essere proprio un percorso teatrale rivolto ai bambini per coinvolgerli in prima persona su questo tema.

Un fantasioso percorso all’interno dell’ecosistema “teatro”, dove due attori musicisti saranno le guide che, attraverso piccole narrazioni e proposte di gioco, permetteranno al giovane pubblico di entrare nel mondo del suono: dall'ascolto più attento verso i suoni che ci circondano, ai suoni che noi stessi produciamo, al suono come comunicazione. Ma l’ascolto suscita anche un immaginario, che conduce e dispiega verso altri mondi e linguaggi tutti da esplorare!

I bambini saranno quindi invitati prima ad ascoltare il suono dell'ambiente per partecipare poi ad un grande gioco collettivo sul suono, amplificato, registrato, manipolato e infine diffuso attraverso l’uso di una tecnologia digitale amichevole.

(International Year of sound IYS 2020-2021)

TEASER

SINOPSI

SINOPSI

PRIMA PARTE - I SUONI DELLE COSE
ASCOLTO DI SUONI) Dietro un sipario chiuso si odono suoni che il pubblico non sente mai, i suoni del lavoro di montaggio delle scene, gli attori che si preparano… Possiamo immaginarlo come un grande concerto?

(IL SUONO TRASCRITTO) Quando il sipario si apre ci aspettiamo di vedere la fonte di quei suoni, ma lo spazio è vuoto, buio e silenzioso. Il nostro primo protagonista, che per semplicità chiameremo Murray, con la sua torcia illumina lo spazio alla loro ricerca, ma troverà solo delle scritte, come se quei suoni prima uditi ora si fossero cristallizzati in lettere… Possiamo immaginarle come un grande spartito e provare ad eseguirlo?

(GLI OGGETTI SUONANO) Il secondo protagonista, che per semplicità chiameremo Pierre, grande lavoratore pieno di idee, ha già portato in scena il suo tavolo e scrive, appallottola il foglio su cui scrive, ricomincia da capo su un altro foglio… ma cosa farà? Ascoltando il suono della carta è preso da una idea: possiamo fare tutti insieme un concerto per carta stropicciata, picchiettata, strappata, lisciata…?

(I SUONI FLEBILI AMPLIFICATI - DIALOGARE CON I SUONI) Fino a qui tutto bene, ma ora proviamo ad ascoltare i suoni più piccoli e flebili, come quello che sta facendo Pierre disegnando con una matita sulla carta. Sentiamone le modulazioni, i ritmi, le intensità, il suono amplifica il gesto del disegno con tutte le sue espressioni ed è come se il disegno parlasse. E se provassimo ad amplificarlo questo suono e facessimo della nostra matita uno strumento? Potremmo fare un duetto, come un dialogo tra me e te, ascolto cosa dici, rispondo…. Ma possiamo fare di più e modulando i nostri suoni sull’ascolto degli altri fare tutti insieme un concerto per matita?

INTERMEZZO - TEATRINO DEI SUONI
(ANCORA SUONI FLEBILI - AMPLIFICATI )Ecco che è arrivato il momento delle vere presentazioni: Pierre tirerà fuori la sua attrezzatura da giardinaggio e mentre parla di sé si metterà al lavoro. Semi, terra, vasi, gocciolatori, ma anche microfoni, amplificatori, cavi, saranno i suoi attrezzi. In questa sorta di “giardinaggio sonoro” Pierre ricorda come sin da piccolo fosse attratto da certi suoni, suoni flebili, nascosti e ci racconterà di come erano capaci di evocargli emozioni, di aprire la sua immaginazione, la sua creatività. Ma, nel parlare di uno di questi, blip… blip… blip... il suono della goccia, inesorabilmente Pierre si addormenterà e sognerà…

(I SUONI DEL SOGNO) Nel suo sogno, dentro il suo sogno, andremo anche noi. In volo attraverseremo tanti spazi, visivi, sonori e dove gli strumenti saranno gli elementi della natura: il suono di una radice che cresce, di una foglia che nasce o della linfa che scorre dentro la foglia…. Questi suoni che Pierre sente nel sogno, così come quelli che immagina di sentire, sembra che vengano raccolti dentro strane scatole, scatole che, forse proprio grazie ad essi, si rivestiranno di strati vegetali, di vita. Questo sogno sarà per Pierre come una sorta di illuminazione creativa, infatti al suo risveglio, causato dal suono fragoroso di un oggetto che cade, vorrà realizzarlo.

(CATTURARE I SUONI) Riprendendo il suo lavoro di giardinaggio, tritritin… il suono dei semi che cadono nella ciotola, plombup... quello della terra che cade nel vaso, verranno “catturati” dentro delle scatole, ogni suono una scatola. Ma a cosa serviranno tutti questi suoni chiusi nelle scatole?

SECONDA PARTE - MANIPOLO I SUONI
Pierre ha in mente qualcosa di grande per usare queste scatole: costruire un grande ambiente in cui tutti noi possiamo giocare con i suoni. Questo ambiente però non si vede… Vediamo solo delle grandi foglie distese a terra, cosa sono? Sembrano le foglie che abbiamo visto nel sogno di Pierre.

(DIALOGO CON I SUONI - SCATOLE) Ma… se prendiamo una delle scatole che contiene ad esempio il suono dei semi e andiamo su una foglia cosa succede? Aprendo la scatola il suono uscirà, chiudendo la scatola svanirà, l’azione di aprire e chiudere sarà il modo con cui suonare la scatola, il coperchio come una bocca che si apre e dice parole… In due possiamo fare un dialogo, in tanti un super dialogo…

(DANZO CON I SUONI - GUANTI) Dentro altre scatole insieme ai suoni Murray ha messo degli oggetti, in questa ci sono, come nel sogno di Pierre, dei guanti che ora sono “imbevuti” di suoni. Se infiliamo i guanti e andiamo sulla foglia? Agito la mano i suoni escono veloci, accarezzo l’aria i suoni escono lenti, lento-veloce sarà il modo con cui suonare i guanti e fare una danza di veloci farfalle o di lente lumachine.

(SVEGLIO I SUONI - STOFFA) Dentro altre scatole invece ci sono delle stoffe, forse delle piccole coperte per elfi. Come suonerà la stoffa sulla foglia? Non suona, dorme, ogni tanto va svegliata e, cambiando posizione, chissà...

(ACCORDO I SUONI - CORDA) Le ultime scatole contengono un filo che prendiamo ai due capi, uno io e uno te: lontani ma connessi, insieme armonizziamo il nostro movimento per suonare sulla foglia.

Alcuni suoni ci saranno piaciuti, altri meno ma, curiosando nel mondo di Pierre, abbiamo sperimentato così tanti modi di ascoltare, giocare e dialogare con i suoni che, forse, ora possiamo fare di più e sentire cosa succede a metterli insieme tutti quanti, ma con calma… Il direttore d’orchestra ci sarà!

IMMAGINI

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NOTE SUL CONCEPT

NOTE SUL CONCEPT

Nell’intraprendere questo nuovo lavoro siamo stati spinti da molte curiosità intorno al mondo dell’acustico in senso lato, e delle sue possibili interpretazioni, teoriche, artistiche...
Infine abbiamo focalizzato l’attenzione sull’idea di creare un ambiente in cui i bambini potessero ascoltare e anche intervenire in modo creativo, principalmente con i suoni che fanno parte del loro contesto acustico (carta stropicciata, matita che crea un segno sulla carta...). Un ambiente che attraverso giochi e forme a loro consoni potesse sollecitare una riflessione, sebbene leggera e giocosa, nei confronti degli eventi acustici che ci circondano.

Per farci “strada” abbiamo indagato ad ampio raggio su lavori e riflessioni sul suono e sull’acustico.
Partendo ovviamente dal lavoro di John Cage di cui abbiamo scoperto un forse poco conosciuto “27 sounds manufactured in a kitchen”. Pierre Schaeffer e il suo lavoro sulla musica concreta, che inaugurò uno dei primi modelli di manipolazione del suono per fini compositivi. Giuseppe Chiari, sostenitore dell’interazione tra musica, linguaggio, gesto e immagine, per le sue partiture, in particolare “La mano mangia il foglio”. Gyorgy Ligeti, con il suo lavoro “Artikulation”, il cui obbiettivo è quello di creare una conversazione immaginaria tra personaggi immaginari, una sorta di lingua artificiale che ricorda, a chi lo ascolta, la lingua parlata. Cathy Berberian e la sua esecuzione di “Stripsody”. In ultimo, ma non ultimo, Murray Schafer con la sua teoria che vuole insegnare a riappropriarci di una sensibilità nei confronti degli eventi acustici del mondo che ci circonda.

CREDITS

compagnia TPO
in coproduzione
Teatro Metastasio di Prato
  • direzione artistica Francesco Gandi, Davide Venturini
  • con Aldo Gentileschi e Giovanni Solinas
  • visual design Elsa Mersi
  • sound design Spartaco Cortesi
  • computer engineering Rossano Monti
  • scene Livia Cortesi
  • costumi Chiara Lanzillotta
  • organizzazione Chiara Saponari, Valentina Martini

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